SERIE B NAZ.
22^ GIORNATA
SERIE B NAZ.
22^ GIORNATA
DOMENICA, 10 GENNAIO 2025 h 18.00
JESI, PalaTriccoli
Via Tabano
DOMENICA, 18 GENNAIO 2026 h18:00
Jesi, PalaTriccoli
Via Tabano
G. CONTRACTOR
B. A. JESI
GVM
VIRTUS ROMA
GENERAL CONTRACTOR JESI


GVM ROMA


83
79
79
–
83
PARZIALI PROGR. 16-25 ; 34-55 ; 52-77 ; 79-83
QUARTI 16-25 ; 18-30 ; 18-22 ; 27-6
ANDAMENTO

RISULTATI SERIE B NAZ. GIR. B

CLASSIFICA SERIE B NAZ. GIR. B

RESOCONTI
Di seguito l’articolo de passoetiro.com, clicca qui per la pagina dell’articolo
LA GVM VIRTUS ROMA RIPRENDE A VINCERE IN TRASFERTA A JESI GIOCANDO SOLO PER 30 MINUTI
Nel 3° match del girone di ritorno della Serie B Nazionale 2025-26, Girone B, la Virtus GVM Roma 1960 riprende la sua marcia vittoriosa in quel del PalaTrimboli di Jesi vs la General Contractor vincendo per 79-83 ma, as usual, fa passare un’altra serata densa di because ai suoi fans che sicuramente avranno dovuto far ricorso al metafisico per spiegarsi come sia possibile rischiare di mandare in malora una gara che al 30‘ recitava un netto 52-77 in proprio favore.
Sì, avete letto bene. Al 30‘ di gioco la Virtus GVM Roma 1960 aveva chiuso in vantaggio di ben 25 p.ti nonchè dominato, in lungo ed in largo, le legittime ambizioni dei padroni di casa di Jesi di potersi regalare una serata d’incorniciare all’interno di una stagione anonima, fatta di 10 vittorie e 10 sconfitte prima di oggi, magari rilanciandosi per un posizionamento più tranquillo in classifica per evitare pericolosi deragliamenti in basso, finendo nelle sabbie mobili chiamate Play-Out.
Ed invece ecco, finalmente oseremmo dire, forse la miglior Virtus Roma 1960 dell’anno con l’abito della trasferta, anche meglio di quella vincente vs Latina facendo però la tara al peso specifico dell’avversaria battuta. Una Virtus GVM Roma 1960 decisa a prendersi la scena e la gara con autorità dopo il solito avvio equilibrato ed una lenta, ma inarrestabile crescita offensiva che al 10‘ le consegnava un netto +9 (16-25), quasi in surplace, senza strafare grazie alla regia di un lucido Matteo Visintin prima e Marco Barattini dopo, aspettando di rivedere in campo Yancarlos Rodriguez, al rientro dopo 2 turni di riposo.
Ma il capolavoro tecnico e tattico l’Urbe lo compiva nel secondo periodo, quello che troppe volte in trasferta, e non solo in trasferta, le aveva regalato in stagione diversi mal di pancia e tracimazioni eccessive nel rendimento da capire cestisticamente. Infatti la Virtus GVM Roma 1960 iniziava a premere sull’accelleratore ritoccando, attacco dopo attacco, il suo massimo vantaggio in gara passando dal +12 del’11′ di gioco (16-28, tripla del redivivo Ivan Majcunic), fino al +24 del 20‘ (34-55), con in mezzo numeri da primato assoluto: 8/12 da tre (67%…), 12 assist di squadra e l’85% da due, in più dominando a rimbalzo per 14-27 e costringendo letteralmente Jesi nell’angolo a furia di buon basket in attacco e di una difesa decisamente fuori contesto per questa categoria.
E nel terzo periodo invece, sempre temendo uno dei soliti black-out ormai caratteristici di questa squadra e sciorinati molte volte indifferentemente tra casa e fuori casa, Roma non mollava certo la presa e continuava a giocare la propria gara senza cali di attenzione e di concentrazione bensì comandando ritmo, intensità su tutto il perimetro del campo e regalandosi una tripla di Yancarlos Rodriguez al terzo suono esatto della sirena che rimetteva avanti gli ospiti ma di +25 (52-77), ponendo così molto bene le basi per un quarto periodo da gestire e nulla più.
Ed invece…Proprio quando niente faceva presagire alcunchè, la Virtus 1960 iniziava piano piano a perdersi nei suoi meandri psico-cestistici visti e rivisti fino ad oggi collezionando scelte offensive sbagliate (a dir poco), possessi regalati per un’eccesso di leggerezza ed alcuni errori al tiro che, fino appunto al 30′ di gioco, non si erano proprio visti. E così, senza nemmeno rendersene conto, si scivolava sul +10 (69-79), ringraziando il solo canestro su azione di Majcunic che quantomeno frenava il ritrovato impeto di Jesi. Ma quando Toniato metteva dentro il canestro del -3…Sì, avete letto bene del -3 al 38‘ (76-79), Roma aveva subito un parziale da 24-2, rischiando seriamente così di poter anche perdere una gara stra-dominata, stra-vinta a 360° e veramente senza riuscire a dare una spiegazione logicamente accettabile se non, ovviamente, una Jesi che adesso vedeva il canestro dell’Urbe come la classica vasca da bagno!
Ma per fortuna di una Roma totalmente fuori dal match (anche a causa dei soliti fischi strani non arrivati a favore nel periodo), ci pensava involontariamente l’ex Stella Azzurra, Kristinn Palsson a tirarla fuori dalla buca scavatisi così profonda spedendo in lunetta Gianmarco Leggio, con un fallo in difesa a dir poco inutile quanto goffo. L’ala originario di Mesagne in Puglia, ex anche di Jesi metteva dentro un 2/2 dal peso notevole (76-81), ma, subito dopo, Fabrizio Piccone metteva una tripla (79-81). A 60” dalla fine così la Virtus GVM Roma 1960 entrava nell’ultimo minuto di gioco con l’obbligo di segnare e Matteo Visintin, fino a quel momento poco apprezzabile in fase di realizzazione (3/10 al tiro da due ma leader negli assist con 5), decideva di farlo lui il canestro della serenità…Invece niente…
Così, per l’ennesima volta con il cuore in gola, Roma doveva difendere ancora una volta in stagione un vantaggio minimo per portare a casa una vittoria netta e fuori discussione fino al 30′ di gioco. Ma era ancora un giocatore di Jesi a commettere un altro, discreto abominio tecnico: Marco Arrigoni infatti piazzava sul ferro un pallone da porre solo nel cotone e mandare tutti al supplementare. Il fallo successivo su Marco Barattini spediva i titoli di coda sul 79-83 finale ed un altro batticuore infinito si concludeva al meglio per questa pazza, pazza Virtus GVM Roma 1960.
Seconda vittoria consecutiva dunque per l’Urbe molto, molto pesante per la concomitante, pesante sconfitta della Pielle Livorno in quel di Caserta (91-73 per i bianconeri che la scavalcano per aver ribaltato il -6 di Livorno del girone d’andata), che perciò regala di nuovo il primo posto in classifica alla Virtus Roma 1960 anche se in co-abitazione con le altre due squadre citate a quota 36 p.ti; seguono la Luiss Roma a quota 32 insieme a Latina confermando che queste 5 squadre saranno le squadre che si giocheranno i posti migliori per la post-season.
Vittoria molto pesante dunque dicevamo ma ancora con molti dubbi e domande sul come sia possibile vedere ancora questi cali così vistosi, così indecifrabili che rischiano di mandare tutto desolatamente all’aria. Cerchiamo allora di vedere, osservare le cose dal lato positivo perchè, aldilà di tutto, Roma conferma che batterla non è mai un’impresa facile per nessuno. Certo, peccato aver perso a San Severo, vs la Luiss Roma e vs l’Andrea Costa Imola in modo nemmeno poi così netto, non arrendendosi cioè per inferiorità dichiarata.
Ed allora il dubbio è che questa squadra tenda a crogiolarsi nella sua qualità, specie contro squadre meno forti di lei e che quindi poi sbandi inevitabilmente quando cala la tensione. E comunque manca sempre un pezzo, in attesa cioè di avere Carlo Cane in campo, il centro titolare fermo ma che è già rientrato in gruppo, la squadra sembra anche in crescita di rendimento con questi 30′ di gioco di oggi impressionanti per qualità e capacità di prendersi tiri puliti mettendo in difficoltà gli avversari grazie alla propria fisicità.
I numeri di squadra dicono poi di una prevalenza a rimbalzo (31-47) e ben 16 assist di squadra con però ben 18 possessi persi…Basti pensare che, ad esempio, Jesi ne abbia perse solo 8. E, sempre per vedere le cose usando le tonalità chiare e non quelle scure, finalmente a Jesi s’è visto un buonissimo Ivan Majcunic MVP della gara, top scorer con 18 p.ti, 6 rimbalzi e 3 assist che si fa apprezzare per la mole di gioco anche prodotto insieme a Leo Battistini, 18 p.ti pure per lui e 8 rimbalzi, vero Terminator offensivo del primo tempo per Roma.
Alle loro spalle il solido Gianmarco Leggio, 13 p.ti e 5 rimbalzi e decisivo ai liberi con il suo 2/2 nel drammatico quarto periodo dalle secche offensive per passare poi ad un buon Marco Barattini, 8 p.ti e 2 rimbalzi e 2 assist anche lui con l’antigelo nel sangue per gli altri liberi che han chiuso la gara. Gli stessi p.ti li segna il rientrante Yancarlos Rodriguez ai quali aggiunge 3 rimbalzi e 2 assist ma che appare logicamente un pò incerto. Molto bene ancheAdriano Bazan, 7 p.ti e ben 6 rimbalzi e 2 assist.
Infine, avendo già parlato di Matteo Visintin, non proprio bene Daniele Toscano che anzi, nel primo periodo combina diversi pasticci e rimette in piedi la domanda “cosa gli passerà per la testa?”, per vederlo così distratto in attacco? Per lui solo una tripla nel terzo periodo ma anche 6 rimbalzi mentre Giovanni Lenti ne mette solo 2 p.ti e 2 rimbalzi ma sempre con tanta sostanza.
Tutto è bene ciò che finisce bene, si sarebbe detto una volta e lo ripetiamo come in passato in altre gare così strane del team romano ed ora, per la Virtus GVM Roma 1960, arriva sabato 24 gennaio alle ore 20:00 al Palazzetto dello sport la prima squadra che la superò, l’Allianz San Severo, la rivincita è d’obbligo perchè adesso questo primo posto in classifica va tenuto stretto e difeso con le unghie e con i denti e vincere le gare che si possono vincere è mandatorio.
Di seguito l’articolo de ilmessaggero.it, clicca qui per la pagina dell’articolo
LA VIRTUS ROMA 1960 RISCHI GROSSO A JESI, MA VINCE E SI RIPRENDE LA VETTA
Giornata favorevole alle due squadre romane in serie B nazionale. Partita incredibile per la Virtus GVM Roma 1960 che prima domina a Jesi poi rischia una clamorosa rimonta per poi vincere 79-83. Avanti subito 16-25 dopo dieci minuti e 34-55 al riposo lungo, i giallorossi arrivano sul 56-77 poi la partita cambia incredibilmente. I padroni di casa, punto dopo punto, tornano sul 76-79 sospinti da un gran tifo. L’ultimo minuto è tutto da raccontare. Leggio mette due tiri liberi, per il 76-81, Piccione trova la tripla del 79-81, Visintin perde palla, Arrigoni sbaglia il tiro del pareggio e Barattini chiude la partita con altri due liberi. Majcunic e Battistini i migliori per la Virtus con 18 punti a testa (il secondo anche con 8 rimbalzi), Leggio 13 punti. La vittoria di Caserta contro Livorno nel big match di giornata rilancia la Virtus in testa alla classifica in coabitazione proprio con le altre due contendenti.
Tiene il passo, subito dietro, la Luiss Roma che ieri, nell’anticipo, aveva battuto 66-53 la Loreto Pesaro, confermando che al palazzetto dello sport sarà difficile per tutti passare. Gli univarsitari spingono subto sull’accelleratore, 29-12 al decimo. Poi i marchigiani nei due quarti centrali producono un parziale da 17-29, rientrano ad inizio ultimo periodo e sorpassano di un punto, poi la Luiss riprende il comando e vince. Pasqualin miglior realizzatore con 15 punti, ancora bene Salvioni con 11 punti e 11 rimbalzi.
Di seguito l’articolo di tifosivirtusroma.it, clicca qui per la pagina dell’articolo
VIRTUS, VITTORIA SI MA A JESI EMERGONO TUTTI I LIMITI
La vittoria della Virtus a Jesi per 79-83 è di quelle che lasciano più ombre che luci. Due punti che valgono poco sul piano delle certezze e che aprono scenari sempre più cupi sulle reali possibilità di questa squadra di chiudere la stagione con una promozione in Serie A2, almeno nelle condizioni attuali.
La partita è la fotocopia di tante altre già viste: Luiss, Imola, Faenza. Un copione ormai fin troppo noto, scritto sempre allo stesso modo, con epiloghi diversi ma con un comune denominatore che, alla lunga, apre tanti interrogativi sul finale di stagione.
Il match si divide nettamente in due parti. Alla fine del terzo quarto la Virtus sembra aver messo le mani sulla gara, toccando il massimo vantaggio sul +25 (52-77). Da lì in poi accade però qualcosa di difficilmente spiegabile, raramente visto su un campo da basket.
Roma smette completamente di segnare e subisce un parziale irreale di 24-2. L’ultimo minuto diventa un incubo sportivo: una situazione impensabile, dalla quale la Virtus si salva solo a 9 secondi dalla sirena grazie a una clamorosa ingenuità di Arrigoni, che sbaglia un comodo appoggio per il pareggio, provvidenziale per Roma .
Due punti, sì, ma carichi di interrogativi. Tanti, troppi.
Questi blackout non possono più essere archiviati come semplici episodi. Sono diventati un problema strutturale, che chiama in causa la gestione tecnica del capo allenatore Marco Calvani. Nonostante la lunga esperienza, il coach continua a faticare nella lettura dei momenti chiave della partita: time-out chiamati in ritardo, rotazioni discutibili e quintetti spesso inadeguati nei frangenti di maggiore difficoltà.
Ancora una volta, nell’ultimo quarto, la scelta di affidare la regia a Rodriguez invece che utilizzarlo da guardia si è rivelata scellerata e ha rischiato di costare la vittoria. I due punti sono arrivati soltanto grazie a un’ennesima, enorme dose di fortuna. Se Arrigoni avesse appoggiato al tabellone, la Virtus sarebbe sprofondata definitivamente in un inferno sportivo che, a oggi, sembra comunque sempre più vicino.
Una vittoria che fa classifica, ma che non rassicura. E il tempo per correggere questi limiti sta rapidamente scadendo.
Di seguito l’articolo di vallesina.tv, clicca qui per la pagina dell’articolo
LA VIRTUS PER TRE QUARTI POI RISCHIA TUTTO NEL FINALE CONTRO UNA JESI MAI DOMA, CAPACE DI RIMONTARE OLTRE 20 PUNTI E ARRENDERSI SOLO AI LIBERI DECISIVI
La General Contractor esce sconfitta 79-83 dal match contro la vice capolista Virtus GVM Roma al termine di una rimonta epica, sfiorando l’impresa ardua di colmare oltre un ventello di scarto.
Una partita dai due volti, intensa ed emozionante, quella andata in scena al PalaTriccoli che ospitava 820 persone.
La Virtus Roma, vice capolista del girone, sembra chiudere i conti con largo anticipo grazie a una prestazione di grande solidità e precisione. Ma Jesi, sospinta dal proprio pubblico, non molla mai e negli ultimi dieci minuti mette in campo cuore, aggressività e orgoglio, arrivando a un passo da una rimonta clamorosa.
Dopo un avvio equilibrato, da metà primo quarto Roma alza l’intensità piazzando due triple in meno di un minuto firmate Battistini e Majcunic, che valgono il 7-15 al 6’. È ancora Battistini a guidare la carica capitolina e la forbice si allarga fino al +11 con meno di un minuto da giocare (10-21). Jesi fatica a trovare inerzia contro la travolgente vice capolista, che fa subito la voce grossa a rimbalzo e nel gioco vicino a canestro. La differenza al tiro è evidente: il play Rodriguez firma il primo massimo vantaggio della serata sul 13-25. I leoncelli restano comunque aggrappati alla partita grazie a qualche viaggio in lunetta e alla tripla di Toniato allo scadere del primo periodo, che fissa il punteggio sul 16-25.
Roma continua a dominare anche nel secondo quarto. L’aumento dei ritmi e una precisione chirurgica al tiro mandano Jesi in blackout: per oltre due minuti i padroni di casa non trovano la via del canestro, complice anche qualche ferro di troppo preso, e il quintetto capitolino ne approfitta per scappare via. Le triple di Leggio respingono ogni timido tentativo di rientro locale e il vantaggio supera il ventello (31-55). Palsson, sull’ultima palla utile, centra la bomba della speranza, lasciando ancora due periodi per provare a colmare un gap di 21 punti. All’intervallo lungo il tabellone recita 34-55, con percentuali che raccontano la supremazia ospite: 59,4% al tiro contro il 30,8% di Jesi.
Al rientro dagli spogliatoi la situazione non cambia. Roma continua a dominare in lungo e in largo, con Battistini e Majcunic ancora letali al tiro. Jesi appare sempre più spaesata, come se avesse perso la bussola: il cuore di Piccone e i tentativi di Arrigoni, Maglietti e Palsson non bastano a cambiare volto a una partita che sembra ormai in ghiaccio. Al 30’ il punteggio è eloquente: 52-77.
Almeno così sembrava. Perché negli ultimi dieci minuti Jesi si rende protagonista di una risalita progressiva e inarrestabile. Gli arancioblù stringono le maglie in difesa, approfittano dei cali di ritmo avversari e la partita diventa una battaglia a tratti più fisica che tecnica. Roma inizia a sentire la pressione e a 3’ dalla fine Toscano è costretto a lasciare il campo per il quinto fallo. L’intensità e il cuore di Piccone, insieme alle bombe di capitan Bruno e Palsson, ridanno linfa ai locali, che ritrovano aggressività anche a rimbalzo. Il PalaTriccoli si infiamma mentre Jesi infila un parziale clamoroso di 27-6. Ancora Piccone, uno dei migliori tra le file leoncelle, straccia la retina dalla lunga distanza e firma il -2 (79-81) nei secondi finali.
Nell’ultima azione, però, Jesi è costretta al fallo: Barattini, altro protagonista di serata, è glaciale dalla lunetta e sigilla la vittoria romana.
Alla sirena finale il punteggio è 79-83.
La Virtus Roma esce dal PalaTriccoli con due punti preziosi contro un’avversaria che ha saputo vendere carissima la pelle, colmando un gap di oltre venti punti e mancando di un soffio l’impresa contro la seconda corazzata del girone.
Bruno e compagni escono sconfitti ma a testa alta, applauditi dal proprio pubblico e con una rinnovata consapevolezza che potrà rivelarsi fondamentale nel prossimo, difficilissimo test sul campo dell’altra big Livorno.
Interviste post Coach Calvani
Fonte: canele Fb Virtus Roma



















